Giovedì, 26 Maggio 2022

INTERVISTA. ll presidente del Real Metapontino Pasquale Casalnuovo: ''Mi ritiro dal mondo del calcio''

L’accoglienza è cordiale, come sempre. Sul suo volto si fa strada, sia pure a fatica, un sorriso. E tuttavia nei suoi occhi si fa presto a notare un velo di delusione. Pasquale Casalnuovo, il patron del Real Metapontino, è dietro la scrivania di lavoro. Affabile, mette da una parte le carte, sbriga una formalità telefonica, si mette a disposizione.

Preferirebbe forse non ritornare al calcio, la ferita da retrocessione è troppo fresca e brucia, la sua mente di sicuro preferirebbe evadere, pensare ad altro, parlare di lavoro, di fragole, della sua Candonga che sta spopolando sui mercati nazionali ed esteri, raccontare le sue soddisfazioni lavorative. Ma non si sottrae alla chiacchierata. Un dialogo sereno, una riflessione condivisa alla ricerca del perché di un fallimento sportivo, sulle ragioni di un’idea non raccolta, che pure mirava a coinvolgere più comunità, del suo progetto che aveva l’ambizione di voler promuovere attraverso il calcio l’intero territorio metapontino, con le sue bellezze paesaggistiche, le sue tante attrazioni, i prodotti di qualità della sua agricoltura. Una pianta la sua che, con sano realismo bisogna prenderne atto, purtroppo non ha attecchito. Il progetto lodevole di Pasquale Casalnuovo non ha trovato terreno fertile intorno a sé, solo terra bruciata. Una politica delle cose spicciole, piccola, conservatrice, povera perché non lungimirante e non al servizio della comunità, non ha raccolto l’opportunità lanciata come una mongolfiera dal presidente Real. Ma entriamo nel vivo.

Presidente, qual è stato il supporto delle Amministrazioni Comunali di Policoro e Montalbano Jonico al suo progetto?
“L’amministrazione comunale di Policoro in verità ha completamente ignorato il Real Metapontino, non ha inteso degnarci neppure di una telefonata, di un benché minimo supporto, non si è mai visto la domenica al campo né il Sindaco né un suo delegato. Tra l’altro ho vinto l’appalto per la gestione del campo sportivo, oltre cinque mesi fa, ma non mi è stato ancora assegnato. E per tutta risposta mi è anzi arrivata una richiesta di pagamento per gli allenamenti sostenuti dalla squadra sul terreno da coltivazione di patate del ‘Rocco Perriello’. E per quanto riguarda l’Amministrazione di Montalbano, direi che il sindaco Devincenzis ha fatto ancora peggio del suo collega Leone. Promesse non mantenute, reiterate assicurazioni verbali che si sono rivelate solo parole vuote. E' una persona inaffidabile. I lavori di adeguamento al ‘Puccio Dellorusso’, promessa d’agosto scorso, sarebbero dovuti terminare entro un mese, invece stranamente ancora oggi non sono finiti, sembrano interminabili. Ho l’impressione di essere stato strumentalizzato per poter avviare certe operazioni. Mi sarei aspettato chiarezza e lealtà, d’altra parte Montalbano avrebbe avuto tutto da guadagnare dall’esperienza della serie D sia sotto il piano sportivo e socioculturale, che promozionale ed economico-lavorativo. Invece nulla, nessuna collaborazione mi è stata accordata. E così abbiamo giocato su un campo indecente, indegno, a danno dello spettacolo offerto e forse anche dei risultati. Sono molto deluso, in cambio del mio impegno genuino e disinteressato ho ricevuto indifferenza da una parte e tradimento dall’altra. Eppure non ho mai avanzato alcuna richiesta di contributi economici”.

Presidente, anche la squadra ha tradito le attese...

“Certamente. Non ci sono assolutamente attenuanti. L’ho detto e ripetuto sin dall’inizio, non volevo certo vincere il campionato, ma puntavo alla conquista di una salvezza tranquilla con una squadra che si posizionasse nella media classifica. E ho fornito tutti gli ingredienti per raggiungere quell’obiettivo, ho acquisito le prestazioni di calciatori importanti, di categoria e oltre, nel mercato estivo ho assunto un tecnico con larga esperienza, in quello invernale ho rivoluzionato e potenziato la rosa. Ho soddisfatto tutte le richieste dei tecnici in materia di acquisti, di Logarzo prima e di Catalano poi, ma i risultati non sono arrivati. Ho sostenuto un grande sacrificio economico senza raggiungere l’obiettivo. Mi hanno deluso tutti, ho visto ragazzi fragili, senza carattere, vogliosi di coccole, incapaci di fare squadra e di sacrificarsi per la maglia. A questo punto direi anche di carente intelligenza pratica, incapaci di prevedere che dalla retrocessione sarebbero stati loro i primi ad essere penalizzati. Sarà difficile che in futuro trovino una società e un presidente che paghino le loro spettanze con la puntualità che mi ha sempre  contraddistinto. Io ho fatto il mio dovere, ho mantenuto sempre tutti gli impegni presi, davvero non posso rimproverarmi niente, invece calciatori e tecnici non hanno saputo raggiungere l’obiettivo programmato pur avendone i mezzi. Il Real non era di sicuro squadra da retrocessione. Mi hanno molto deluso.

Corre qualche voce che la vedrebbe vicino al Taranto. Qual è il futuro di Pasquale Casalnuovo?
"Non c’è niente di vero. Ho appena chiuso un’esperienza negativa, non ho nessuna intenzione di aprire altri capitoli. La verità è che mi ritiro dal mondo del calcio, non voglio più saperne. D’ora in poi spenderò energie e soldi per me, per la mia famiglia, per cose più importanti e gratificanti. Il mondo del calcio e l’insensibilità e l’impreparazione dei politici mi hanno molto deluso, non meritano il mio impegno e il mio sacrificio. Non mi sono mosso per interessi  personali, non ho mai coltivato recondite ambizioni di matrice politica o di altro genere, con il Real avevo offerto al Metapontino una bella opportunità di sviluppo economico e di crescita socioculturale. Chi avrebbe dovuto non ha collaborato, non ha dato il proprio contributo. La mia sfida è stata lasciata cadere nel vuoto. Ora dico basta".

E si chiude qui la chiacchierata con il patron del Real, imprenditore di successo, una chiacchierata condita di amarezza, ma distesa e serena. Una serenità che deriva dalla consapevolezza di aver fatto per intero il proprio dovere di cittadino innamorato della propria terra, di aver provato a fare qualcosa per il benessere della comunità jonica. La sua dichiarazione conclusiva, che appare meditata e irrevocabile, è un’ombra che rattrista e getta un velo di preoccupazione e di pessimismo per il futuro del  Metapontino e dei nostri giovani, Il profumo di fragole che sale dal vicino padiglione è benefico, e tuttavia non riesce a compensare al momento l’amaro lasciato in bocca da questa esperienza negativa in dimensione sportiva e soprattutto umana e grave in prospettiva futura. E’ retrocesso il Real, ma insieme alla squadra e alla società sportiva è retrocesso anche il Metapontino.

Antonio Romano

Read 4215 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:42
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