Giovedì, 08 Dicembre 2022

OSCAR. ''La grande bellezza'' miglior film straniero

A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: "La fessa". Io, invece, rispondevo: "L'odore delle case dei vecchi". La domanda era: "Che cosa ti piace di più veramente nella vita? Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella” [Jep Gambardella, La grande bellezza]

A far l’amore comincia tu. La colonna sonora è già di per sé troppo per le orecchie dell’Italia perbenista di oggi. Figuriamoci l’intero film. Jep Gambardella ci accompagna e ci fa scoprire, perché ovviamente non tutti lo sanno, cosa succede agli eventi mondani nella capitale, cosa succede su quelle terrazza che quando ti affacci di notte vedi il Colosseo. E dico il Colosseo.

Se è piazza di Spagna ancora meglio. La bellezza passata che ospita la mondanità, il divertimento del presente. E qui si indignano. Ma si indigna chi di queste feste ci vive. E a vivere di queste feste non c’è niente di male. Il male è nell’indignazione stessa. Ognuno ha la sua vita e ognuno sceglie. Ma alla fine ci sta anche che un film piace o non piace. Sono gusti, ma senza troppe polemiche. Jep è un personaggio geniale, uno scrittore, allo stesso tempo sia osservatore sia  protagonista e attua un’accettazione di ciò che accade senza perdersi nella drammaticità malinconica che invece captiamo nella Dolce Vita felliniana. L’accento napoletano, il sorriso affascinante e la sigaretta, solo tra la folla, immerso nella bellezza della Roma passata e circondato dai rumori della mondanità. Assapora i silenzi della città eterna passeggiando di notte e contemplandone la beltà sciupata  dalla Roma bene priva di cultura e attenta solo ad ostentare la propria volgarità e i finti successi. Accanto a questo siparietto affiora una critica quasi pasoliniana del potere che sottolinea la forza delle classi dominanti che sguazzano in vite senza senso che alla luce del sole diventano solo frustrazione, ignoranza e menzogna. “Siamo tutti sull’orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che farci compagnia, prenderci un po’ in giro”. Un impatto “esagerato, presuntuoso e sincero” come afferma lo stesso Sorrentino, un impatto che esalta la critica internazionale e inferocisce quella italiana che si sente messa a nudo e eridicolizzata.

Non a caso il film è stato presentato in concorso al festival di Cannes 2013, non ha caso ha vinto il Golden e, sempre non a caso, conquista l’Oscar 2014 Globe come miglior film straniero. Ovviamente Sorrentino ha colto nel segno: la disapprovazione italiana ne è solo e semplicemente la conferma.

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