Sabato, 10 Dicembre 2022

I dieci motivi (semiseri) per leggere Harry Potter

Quando uscì il primo film di Harry Potter frequentavo le scuole medie. Ricordo che ogni volta che passava la pubblicità in tv immediatamente cambiavo canale. M’infastidiva, lo rigettavo. Non solo non mi attirava affatto, ma già all’epoca la mia volontà di andare sempre controcorrente mi spingeva a rifiutare ogni libro, film, abito o accessorio che potenzialmente avrebbe potuto diventare pura, vacua e futile moda. E poi a quell’età, si sa, si cerca di lasciarsi alle spalle l’infanzia, di cambiar pelle e sentirsi già “grandi”. Ed Harry Potter, pensavo, è per bambini. Perciò ho snobbato la saga del maghetto con la cicatrice per lungo tempo.

Le cose sono cambiate al primo anno di università, per la precisione al corso di Linguistica Generale. Materia assai affascinante invero, ma che favorisce notevoli cali di concentrazione (soprattutto intorno alle 13.00). La gran parte di quelle due ore di lezione, quella che non passava mai, era allora dedicata all’osservazione su campo dei fenomeni sociologici riscontrabili in classe nonché all’attenta analisi dei colleghi. Così ho scoperto di essere circondata da sosia di cantanti (Arisa bionda), VIP di dubbia utilità sociale (Paris Hilton e la tizia che sta con Flavio Briatore), veline (Ilary Blasi) e personaggi immaginari quali Harry Potter e i suoi amici Ron ed Hermione. Beh, questi tre li avrebbe riconosciuti chiunque, non serve mica un fanatico del fantasy. Tuttavia la faccenda si è complicata quando la mia compagna di banco e pause caffè ha cercato invano di farmi notare la somiglianza di un tipo alto, tarchiato e riccioluto con  tale “Hagrid”.

“E quello là?” –  indicando un personaggio oscuro ed untuoso che trascorreva intere mattinate a scrivere in greco e in ebraico (o forse erano geroglifici?) sul suo quadernetto nero – “È Piton!”. E qui casca l’asina che sono. “Ehm, sì, hai ragione!” e subito sono corsa a rimediare alle gravi lacune guardando “Harry Potter e la pietra filosofale”, l’inizio di tutto. Ok, conoscevo tutti i personaggi e non avrei più avuto uno stupido punto interrogativo stampato in faccia nel sentire quei nomi strambi.

E invece no, perché il giorno seguente n’è spuntato un altro. “Quello è uguale a Sirius!”. “E chi sarebbe?!”, “Ma come! Sirius Black…quello che è scappato da Azkaban!” (in realtà la risposta fu molto più precisa, un vero e proprio spoiler). E giù con la mia prima maratona fantasy alla scoperta de “La camera dei segreti” e “Il prigioniero di Azkaban”. A quel punto, ovvero a metà della saga filmica, tanto valeva arrivare fino alla fine.
Dai film ai libri il passo è stato breve. Questa volta ci spostiamo a Policoro, passeggiamo in via Puglia nei pressi del terminal assieme ad un’amica. Parliamo di cinema e letteratura, torniamo nella Firenze di Boccaccio, facciamo un salto nella Roma di Pasolini e infine ci materializziamo nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Mi lamento con l’esperta che “Il principe mezzosangue” proprio non l’ho capito, non mi è piaciuto, mi è sembrato morboso a tratti. Forse solo un regista di cinepanettoni o Moccia avrebbero potuto far peggio. “Sai, nel libro… (ops, spoiler). Eh. Nel libro. E chi li aveva letti i sette mattoni?!

Il resto della storia potete scovarlo nella mia libreria: la bibliografia completa di J.K.Rowling. Tutti gli Harry Potter, l’enciclopedia delle creature magiche, le fiabe di Beda il Bardo, il volumetto sul Quidditch, il thriller scritto sotto pseudonimo e quel lavoro sublime che è il “Seggio vacante”.
Insomma, non appartengo alla fortunata schiera di coloro che sono cresciuti con Harry Potter, sono piuttosto una che ha trovato il binario 9¾ all’ultimo minuto. Perciò non sono (troppo) di parte e potete fidarvi della mia lista di motivi per cui val la pena leggere Harry Potter:

1) È risaputo che le donne, le bambine e le ragazze leggono più dei coetanei di sesso maschile. Ciò vale anche per il fantasy, Harry Potter in primis. Perciò, se volete vincere facile e rimorchiare di più, appassionatevi alla saga dei sette mattoni.
2) I gemelli Weasley conoscono un sacco di trucchetti per evitare le lezioni. Se siete studenti (o professori) e avete finito le giustificazioni originali, i “Tiri Vispi” vi faranno tornare l’ispirazione.
3) I Potteriani riescono ad elaborare insulti magici che i non lettori non possono neanche immaginare. Alcuni funzionano. Per attacco o per difesa, per rendere le vostre offese più creative e sibilline o per comprendere gli incantesimi che vi scagliano contro, aprite i libri e la mente.
3.1) Dal punto 3 discende che i Potteriani sono spesso incompresi dai babbani. Quando i Potteriani parlano, Coloro-che-non-sanno sentono nelle orecchie lo strillo di una mandragola appena espiantata. Il che offre dei vantaggi: è come stare sotto il mantello dell’invisibilità. 
4) Harry Potter fa piangere, sì, ma soprattutto è divertente. E le risate, si sa, scacciano i Mollicci.
5) Se vi state chiedendo che suono emetta una mandragola appena espiantata o cosa siano i babbani e i Mollicci è giunto il momento di aprire i libri a pagina 394.
6) Se siete perseguitati da un bambino nella fase dei “Perché?” che non crede più al lupo cattivo o all’uomo nero, in Harry Potter scoverete una miriade di creature spaventose con cui zittirlo.
7) Non tutte le fidanzate e le mogli amano il calcio. Perché non provare con il Quidditch?
8) Se siete single vi informo che nel Quidditch esistono squadre miste.
9) Se avete sempre desiderato giocare a calcio ma siete afflitti da miopia grave, sappiate che nel Quidditch le porte sono tre.
10) Dulcis in fundo, leggete Harry Potter solo per curiosità: se non vi piacerà sarete liberi di dimenticare tutto. Basta solo pronunciare l’incantesimo “Oblivion”. Oppure potrete sempre passare al lato oscuro, diventare Malfoyani e scagliarvi contro i Potteriani. Ma fino ad allora… silencio.

Nell’immagine un manifesto tratto da “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”. Fonte:web.

Read 7253 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:37
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