Giovedì, 26 Maggio 2022

Andrea La Casa con 'i Forconi dell'arte'

“Io non pago...investo nella mia arte”. Con questo slogan di protesta e di provocazione nei confronti del mercato dell'arte, si è presentato lo scorso 7 febbraio, nella galleria Deodato Arte di Milano, il Movimento artistico Trampled Art. Undici artisti che si sentono calpestati, maltrattati e sfruttati dagli addetti ai lavori. Ha partecipato anche il pittore policorese Andrea La Casa alla presentazione ufficiale del Movimento, di cui è fondatore assieme ad altri dieci artisti: Ciro Palumbo, Giovanni Puntrello, Sabrina Romanò, Luca Fagioli, Marika Pozzi, Ivo Vassallo, Teorema Fornasari, Salvatore Palazzolo, Marcella Arena e Alessandro Giorgetti, quest’ultimo ideatore del Movimento. 

Si definiscono “I Forconi dell'arte” e si riconoscono nel Manifesto Ufficiale del Movimento Trampled Art, un documento scritto da Alessandro Giorgetti e che, diffuso attraverso internet e sulle piattaforme social, si oppone alla degradazione intellettuale che si aggira nel mondo dell'Arte, costruito mediante le passioni fredde dell'affarismo. Il Manifesto diventa l'emblema del movimento, ovvero, di chi non vuole più accettare l'ignoranza affaristica mercantile e vuole ridare lustro a quelle forme d'arte che spesso nei secoli passati sono state cullate e nutrite proprio da artisti italiani, orgoglio da sempre e per sempre dell'Italia nel mondo.

La città di Milano è stata presa sotto assedio già dalle prime ore del mattino con performance in alcuni casi 'bloccate' dalle forze dell'ordine ma concluse nel segno della goliardia. L'intensa e sentita presentazione, affidata al noto critico e storico dell'arte Giorgio Grasso (stretto collaboratore di Vittorio Sgarbi e curatore del Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia), è cominciata, invece, in una sala spoglia, con le pareti bianche, dove l’unica presenza era il manifesto del Movimento e, a terra, undici sacchi da cui ogni artista ha tirato fuori la propria opera. A risaltare è stato proprio il gesto, la forza di un’azione che concretizza l’obiettivo dello stesso Movimento: la liberazione dell’Arte da uno stato di progressiva decadenza.

La presentazione è continuata con gli interventi degli addetti ai lavori, di personaggi competenti e di alto livello come Giorgio Grasso, Susanna Tartari, Mattea Micello, Roberta Tosi, Paola Lui, Gaia Conventi, Francesco Mattana e la fotografa Micaela Zuliani, tutti unanimi nel denunciare un sistema corrotto che, spesso anche a livello istituzionale, condiziona l’arte contemporanea, prendendo spesso decisioni che danno troppa enfasi a determinati artisti, lasciandone in disparte tantissimi altrettanto validi. In seguito, gli undici artisti hanno portato le loro opere lungo l’enorme labirinto della Galleria Deodato Arte, le hanno esposte sulle pareti concedendosi alle domande dei critici, dei giornalisti, dei collezionisti e dei tanti presenti incuriositi.

“L’obiettivo principale di questo Movimento – spiega il policorese La Casa - non è di cambiare l’Arte, neanche di farsi pubblicità, ma invece quello di fare eco alla denuncia di un sistema dell’Arte malato, di un sistema politico-culturale che non rispetta il giusto valore dell’Arte e di allargarsi a macchia d’olio creando un pilastro a cui gli artisti possono aggrapparsi e avere un punto di riferimento concreto per emergere “. Dopo la serata sono state registrate ancora nuove adesioni e già si sta delineando chiaramente il futuro di questo Movimento che si sta attivando per proporsi in altre città e in sedi istituzionali, sempre con una protesta fatta con l’Arte e in nome dell’Arte. Trampled Art è un movimento artistico che, probabilmente, ha scritto e scriverà una nuova pagina della nostra Storia dell'Arte.

Andrea La Casa spera, prima o poi, di portare il Movimento anche in Lucania, magari proprio a Policoro. Intanto, davanti alla sua opera “L’Arte in lacrime” si è presentato come artista orgogliosamente lucano e già ha avuto una conferma dal critico Giorgio Grasso che inserirà l’opera presentata a Milano nel prossimo catalogo legato al progetto “ L’Arte uccide la Mafia”, dove la mafia è intesa non nel senso comunemente conosciuto, ma come sistema di corruzione ramificato nel campo dell’arte contemporanea. Carico di questa esperienza umana e professionale il pittore lucano è ritornato a Policoro, ancora più convinto di fare della sua Art Gallery uno spazio espositivo a servizio dell’Arte, punto di riferimento per una crescita culturale e artistica del territorio.

 

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