Martedì, 17 Maggio 2022

L'INTERVENTO. E il Dellorusso di Montalbano?

MONTALBANO JONICO- Gli sportivi della cittadina jonica fremono e s’interrogano sul momento in cui potranno ammirare e assaporare il calcio di serie D al ‘Puccio Dellorusso’. Un’attesa lunga e snervante quella che si respira e si  evidenzia in particolare nella centrale via Miele, condita da recriminazioni e chiare accuse dirette all’Amministrazione Comunale, che avrebbe dovuto predisporre per tempo quanto occorreva per adeguare alle norme vigenti la struttura sportiva. Si sentono orfani del Real Metapontino tifosi e simpatizzanti del club biancoceleste.

Eh già, perché la squadra del presidente Pasquale Casalnuovo (la cui nascita e la cui infanzia, ricordiamo, sono di matrice montalbanese), sin dall’inizio del campionato la domenica pomeriggio nelle sue gare interne sta calcando il terreno erboso (si fa per dire) del ‘Rocco Perriello’ di Policoro. E bisogna dire che lo sta facendo, come del resto anche i suoi stessi avversari, con notevoli difficoltà, considerando lo stato precario del terreno gibboso e spelacchiato in più punti. Raimondo Catalano, il mister del Real ha detto nel dopogara di domenica scorsa che giocare su quel terreno da campo di patate è ‘una tragedia per il calcio’, perché rende impossibile giocare palla a terra. Va detto tra l’altro, per amore della verità, che l’accoglienza che il pubblico policorese sta riservando alla truppa biancoceleste non è certo delle più calorose. Si respira freddezza e scetticismo sugli spalti, il pubblico assiste alle gare con animo neutrale, pesa l’assenza di una tifoseria calda, che sappia essere, come suol dirsi, il dodicesimo uomo in campo, che sia sostegno nei momenti difficili della gara e funzioni da incentivo e sprone per un maggiore impegno. Niente di tutto questo.

Il team del Real sta facendo da solo, sugli spalti si sentono solo i cori degli sparuti tifosi ospiti, ben più caldi e appassionati. Ben diversa invece sarebbe l’accoglienza nella cittadina di Francesco Lomonaco, dove gli sportivi hanno fame di serie D, non vedono l’ora di vivere una nuova esperienza, di avere una squadra e dei beniamini da sostenere e spingere alla vittoria. Ma questa opportunità è stata sinora negata, per cui sia il team guidato da mister Catalano che gli sportivi montalbanesi stanno soffrendo per i colpevoli ritardi sui tempi previsti. A quando il matrimonio al ‘Puccio Dellorusso’? L’annuncio entusiasta lanciato urbi et orbi in una giornata anteferragostana da parte del sindaco Devincenzis che i lavori per l’adeguamento della struttura sportiva sarebbero terminati nell’arco di un mese si è purtroppo rivelato lontano dal vero. Di mesi ne sono trascorsi due e più, ed ancora le operazioni non sono terminate. Si stanno ancora approntando a tutt’oggi le reti di recinzione, il settore ospiti non è ancora protetto secondo le normative vigenti, occorrerà provvedere all’adeguamento della strada che da via Romagna dovrebbe portare la tifoseria avversaria alla porta del suo ingresso allo stadio, c’è da provvedere alla funzionalità dell’impianto di illuminazione. E al termine dei lavori servirà altro tempo per acquisire le necessarie autorizzazioni di ordine tecnico e della Federazione calcistica. Insomma tanta carne ancora da mettere sul fuoco, prima che l’arrosto sia pronto da gustare. E da qualche giorno circolano voci che preoccupano. Sembra che la ditta che ha eseguito l’opera di adeguamento, chissà per quali motivi, non abbia dato comunicazione dell’inizio dei lavori e dunque non potrebbe dichiararne l’avvenuta esecuzione. Sarà vero?

Bisognerà attendere ancora chissà quanto. E nell’attesa ritorna il rammarico per non essersi mossi con largo anticipo sull’inizio del campionato, nonostante le forti pressioni della stampa e dell’ambiente sportivo. Ritorna il rammarico per le opportunità anche economiche che non si è riusciti a cogliere. E viene in mente il detto “sono scappati i buoi, si vanno cercando le corna”. A dire che oramai tutta l’ampia rosa dei calciatori ha stabilito la propria residenza tra Policoro e Novasiri, con tutti i benefici economici conseguenti che arridono a quelle comunità viciniori. Alla comunità montalbanese, per via dei ritardi di cui si è detto, non potranno andare che briciole almeno in questa stagione sportiva. E in tempi di magra come quelli che viviamo è davvero grave non aver spianato la strada e fatto ponti d’oro ad un imprenditore ben disposto ad investire sul territorio del suo paese di origine.

Antonio Romano, giornalista

Read 1679 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:31
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