Giovedì, 08 Dicembre 2022

L'abuso (di potere) delle lettere maiuscole

Pochi giorni fa ho ricevuto una segnalazione molto interessante: pare che negli ultimi tempi non solo le virgole stiano facendo le monelle, bensì anche alcune letterine. Infatti, come se avessero mangiato un pezzo del fungo magico di Alice nel Paese delle Meraviglie, i caratteri minuscoli s’ingrandiscono a dismisura e senza logica alcuna, come per magia.

Ma non tutti, attenzione: lo strano fenomeno presenta a ben vedere una certa regolarità giacché colpisce esclusivamente le iniziali di alcune parole, precisamente di quelle che alludono a cariche, mestieri e titoli per così dire “autoritari”. Non è ancora stata scoperta la causa di questa improvvisa ed innaturale metamorfosi e tuttavia è urgente scoprire una cura poiché l’epidemia si sta rapidamente diffondendo. Dal momento che ormai ha infestato anche i comunicati stampa che arrivano alla nostra redazione, mi sono presa la briga di buttar giù di righe, una sorta di incantesimo, di scongiuro, che argini questo fiume in piena che è la “maiuscolite”:

La grammatica non è un’opinione,

poco importa se indossi il frac o un maglione.

La norma non fa sconti a nessuno,

o meglio rispetta ognuno.

Mi chiedo allora perché

Prenda la maiuscola la parola re.

 

Questo male è assai diffuso

Ed è più grave di un refuso.

È noto come “maiuscolite”

E rende le lettere rimbambite.

Alcuni infatti ritengon necessario

Elogiare a caratteri grandi il commissario.

 

Ma non c’è differenza tra lui e un agricoltore:

sempre comune di un mestiere è il nome.

Non è mica un nome di città

Né tanto meno sta sulla carta d’identità.

Perciò basta Poliziotti, Sindaci e Podestà

Non è una lettera ingrandita a far l’autorità.

 

Io sorrido a quest’errore

Ma fa arrabbiare il direttore!

Sara Calculli
Read 2303 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:26
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