Martedì, 17 Maggio 2022

La discriminazione del Soggetto: filastrocca contro l’abuso delle virgole

Ho visto cose che voi lettori non potete neanche immaginare. Errori, strafalcioni, orrori di grammatica che i capelli fanno rizzare. Ho visto “h” prendere per mano la preposizione “a” e la congiunzione “o”. Ho visto accenti posarsi sulle teste dei “fa” e di “e” che stavan lì a metter insieme un elenco di nomi o due frasi. Ma ho visto anche delle mutine e degli accenti migrar via dai loro posti assieme all’apostrofo dell’articolo indeterminativo femminile.

Ho sorpreso una “i” che s’infilava di soppiatto tra una “c” ed una “e” dove proprio sarebbe stata di troppo. Ho colto con le mani nel sacco un “dove” che minacciava tutti gli altri avverbi e pronomi relativi. E magari ogni tanto vedessi un congiuntivo! È un modo verbale in via d’estinzione, proprio come il condizionale e il futuro anteriore. “Presente, imperfetto, futuro e sbagli di sicuro”.

Ho visto un gran caos su social, giornali e documenti ufficiali… Benni dà la colpa ai famigerati “biblioanimali”, piccoli vermi che abitano nei libri e negli articoli di giornale. Temibile e particolarmente prolifica è la Pulce del congiuntivo che si annida soprattutto nei discorsi di politici e giornalisti televisivi e mangia tutte le persone del congiuntivo, con preferenza spiccata per la prima plurale. La Termite di Dublino rosicchia invece la punteggiatura trasformando i periodi in inarrestabili fiumi di parole. Il Farfalo è ghiotto di consonanti doppie, “m” e “n” in primis, mentre la Cimice maiofaga si nutre di lettere maiuscole.

Devo confessare, però, che fra tutti questi abomini è la condotta delle virgole ad indispormi maggiormente: sono ovunque, soprattutto laddove assolutamente non dovrebbero essere. Ebbene sì, ho visto una virgola – anzi, magari ne avessi vista una sola! – tra soggetto e verbo. A questo comportamento contro natura ho dunque dedicato una filastrocca:

 

“Io mi chiamo Soggetto

E della frase sono il reginetto”.

“Non è vero affatto” -

Ribatté il Predicato -

“Qui sono io a dar significato,

altro che tu, ingrato!”.

“Senza di me non hai effetto”

S’intromise il Complemento Oggetto.

 

Così discutevano furenti

Della Frase i componenti.

Fu allora che la Sintassi s’arrabbiò.

“D’ora in poi li separerò,

un segno fra loro metterò”.

Alla Virgola dunque s’appellò.

Ma quegli sciocchi impertinenti

Neanche così furon contenti.

 

La Virgola infatti era prepotente,

non faceva capire proprio niente.

Verbo, soggetto e complemento

Caddero in un profondo avvilimento.

Soffrivano troppo l’isolamento

E tornarono in parlamento.

“Siam divisi irrimediabilmente,

tutto questo è indecente!”

 

Si ribellarono alla dittatura,

e costrinsero la Virgola alla clausura.

“Tu tra noi non ci puoi stare

Poiché la Logica viene a mancare:

sempre insieme dobbiamo andare

perché la frase sia lineare.

Tu sei solo una pausa, una cesura,

non ci fai per niente paura!”

 

La Virgola infine confessò:

“La Sintassi mi mandò.

Sono un segno di interpunzione

E dovevo mettervi in punizione.

Era assurda la vostra discussione:

tutti abbiamo una funzione.

Perciò adesso me ne andrò

E mai più in mezzo a voi tornerò”.

 

Le tre parti del discorso non litigarono più

E la Sintassi ci ballò su.

Ma alcune Virgole, sapete,

ancora oggi sono irrequiete

e vagan per la frase senza sosta

fino a renderla scomposta.

Alle virgole birichine ribadisco la morale:

tra soggetto e verbo è un errore colossale!

Sara Calculli

Read 2162 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:26
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