Martedì, 30 Novembre 2021

Torna la mediazione obbligatoria

La disastrosa situazione in cui versa la giustizia italiana e le pressioni dell’Unione Europea hanno portato il Governo Letta a reintrodurre in Italia la mediazione obbligatoria. La mediazione è una soluzione concordata dei conflitti alternativa al giudizio civile. E’ stata introdotta prioritariamente per disincentivare il ricorso facile e a volte pretestuoso al tribunale, così da ridurre drasticamente l’arretrato e migliorare l’efficienza dei tribunali. Dopo lo stop della Consulta che ad ottobre aveva dichiarato incostituzionale per eccesso di delega il Decreto legislativo 28/2010, dopo un travagliato iter, riparte ora la nuova mediazione civile e commerciale.   

Nella nuova disciplina viene innanzitutto ridotta la durata massima della mediazione che è passata da 4 a 3 mesi.  Due le novità in ambito di applicazione della condizione di procedibilità dell’azione civile: l’esclusione della responsabilità da sinistri stradali, e l’inclusione nella responsabilità medica di quella sanitaria. Il tentativo di mediazione è obbligatorio quindi in materia di condominio, diritti reali, successioni, donazioni, patti di famiglia, comodato, affitto d’azienda, risarcimento del danno da responsabilità medica e sanitaria, danno da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi bancari e finanziari.

Da sempre al centro delle contestazioni dell’avvocatura, l’obbligatorietà si presenta oggi in una doppia veste. Nel testo originario del Dlgs 28/2010 il legislatore aveva puntato sull’obbligatorietà quale strumento di filtro e quindi di prevenzione delle liti. Il mondo forense ha sempre visto tale obbligo come un ostacolo all’accesso alla giustizia del cittadino. Ma il comma 1 dell’art.8 è stato profondamente innovato, per prevedere un incontro preliminare in cui <> e <> Il che riporta di fatto la mediazione nell’ambito della volontarietà.

E’ stato poi previsto che nel caso di mancato accordo, all’esito del primo incontro, non è dovuto alcun compenso all’organismo di mediazione. Ma se da un lato il legislatore ha attenuato l’obbligatorietà in fase preventiva, dall’altro ha rafforzato la stessa in fase esecutiva dando al giudice la possibilità di ordinare e non più solo invitare le parti, a dare avvio ad un procedimento di mediazione.

Altra novità è che l’accordo di conciliazione sottoscritto dagli avvocati di tutte le parti che partecipano al procedimento, ha efficacia di titolo esecutivo senza ulteriori passaggi. Questo perché con la sottoscrizione, i legali, ne certificano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico. In tutti gli altri casi, l’efficacia di titolo esecutivo potrà essere ottenuta attraverso l’omologa del Presidente del Tribunale competente. Restano invariate le agevolazioni fiscali contenute nella normativa previgente per cui tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di euro 50.000,00, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.

Alle parti é riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro 500,00. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta é ridotto della metà.

Sono tutte misure atte a favorire l’implementazione di questo nuovo istituto, occorre ora, impegnarsi a tutti i livelli affinché la mediazione abbia gli sviluppi che sono auspicabili, E’ necessaria una sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza di risolvere le liti con gli strumenti alternativi alle vie giudiziarie. Far comprendere loro che è anche un dovere civico, un modo serio di essere cittadini responsabili e membri della società civile, perché un sistema economico globalizzato di cui il dinamismo e la rapidità di decisioni sono l'essenza, non può convivere con un sistema giudiziario dove lentezza e rinvio delle decisioni sono sistemici. L’altra faccia della medaglia, come ha dichiarato il Ministro Cancellieri, è che la grave questione dei tempi dei processi . Insomma, adesso, si tratta solo di capire se il nostro paese voglia permanere nello status quo o voglia intraprendere la strada per il raggiungimento di una Giustizia rapida, efficiente ed economica.

Per avviare una mediazione occorre rivolgersi ad un organismo di mediazione regolarmente iscritto al Ministero della Giustizia. L’A.N.P.A.R. Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione  è presente adesso anche sul nostro territorio con una sede operativa a Policoro.

 

 

Mediatrice professionale

Dott.ssa RosAnna Di Trani

Read 3712 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:26
Rate this item
(0 votes)