Martedì, 17 Maggio 2022

La cicala, la formica e…Benni

Sono sempre stata una formichina, sì, una di quelle stacanoviste operaie della terra che, invisibili e silenziose, raccolgono, trasportano, costruiscono, lavorano diligenti ed instancabili. “Prima il dovere e poi il piacere”, un piacere che continuavo a rimandare perché il Dovere era sempre dietro l’angolo. Mai stata una cicala, borghesotta canterina e scansafatiche che trascorre il suo tempo a gingillarsi senza pensare al domani. Mai, prima di quest’estate. Non ho accumulato le provviste per l’inverno ed ora settembre mi sembra più pesante di questo cielo cupo che preme gravemente sulle teste dei passanti, più grigio delle nubi che ormai campeggiano indisturbate sul soffitto del mondo, più malinconico di un paesaggio crepuscolare. 

È la giusta punizione e non discuto, Esopo mi aveva avvertita. Tuttavia, giacché ormai sono una cicala, la mia nuova natura m’impone di ritagliarmi del tempo per frinire e cicaleggiare malgrado gli esami incombenti. Ecco allora che zittendo i rantoli estremi e disperati della formichina morente che abita nella mia testa apro un libro e chiudo occhi e orecchie a tutto il resto.  Oggi che la tristezza proprio non vuole rinunciare alla mia compagnia, ho ripreso tra le mani il caro Benni. Non è un caso: quando stamattina mi sono svegliata pensando ossessivamente alla mia metamorfosi mi è tornato in mente “Il Carnevale degli Insetti”, “melologo” contenuto in “Teatro 2”, e non ho potuto resistere alla tentazione di assistere ancora una volta agli scherzi infelici della blatta dispettosa, allo sfogo dell’ape frustrata, alle minacce di ragni e zanzare sanguinarie e, naturalmente, all’ “ostinato concerto” dei grilli.

Ma una pagina tira l’altra e dopo la profezia dello scarafaggio misantropo si apre il sipario sulla stanza di Grimilde, la vecchia strega di Biancaneve che interroga impaziente il motore di ricerca per scoprire “chi è la più bella del reame”. Certo non lei, che ormai ha quattrocentotrentadue anni e nessun ingrediente raccapricciante per le sue pozioni di bellezza e gioventù. Niente incantesimi, solo tisane per i reumatismi. E poi c’è il Dottor Divago, che proprio non riesce a portare a termine un discorso di senso compiuto senza impelagarsi in racconti e proverbi senza capo né coda. Sta lì a filosofare goffamente, con la testa fra nuvole e parole, persino mentre bacia la sua misteriosa compagna, mentre aspetta il camion che lo stapperà agli insulti e all’indifferenza dei suoi interlocutori.

C’è una Pinocchia a pile che si ribella al suo Geppetto e fugge di casa per scalare la vetta del poprock. Ma, ahimè, il gatto e la volpe hanno beffato entrambi e si prenderanno gioco di loro nel talk show “Balena balena, che bello fare pena”.  E leggendo tra le righe di Onehand Jack s’incontra anche un certo Mike Consenta, “l’uomo più assolto della città”, coi suoi sgherri Emmy Faith, Bixie Bossi, Chuck Costronzo e Ciccio Sparasassi…

“Teatro 2” è una sfilata di personaggi e tipi umani che strapperebbe un sorriso persino ad una maschera di cera. Una risata che, come sempre quando si tratta del Lupo, è segnata da una duplice natura: è amara e divertita insieme, figlia di ironia e disillusione, ma sempre e comunque catartica. La penna di Benni è laboriosa e leggera come un’ape, dolce e crudele come il miele che produce, arrabbiata come le operaie del terzo sciame eppure suadente come la farfalla ballerina. E mentre io mi accingo ad imitarne l’industriosità, la blatta grida vendetta contro gli umani che distruggono il suo mondo e le cicale intonano il proprio inno:

“E resteranno i grilli a cantare

Quando l’ultima stella sarà spenta

Il grillo canoro che fa del corpo corda e arco

Spiritello musico in un sipario d’erba

Il grillo, respiro inquieto della terra

Il grillo che i poeti e i morti sanno ascoltare

Il grillo con una zampa d’amore e una di pena

Il piccolo peccatore, il notturno santo

Quando tutto sarà notte, resterà il canto

Né lamento né gioia, né riso né pianto

Quando tutto sarà visto, morto, scoperto,

resterà dei grilli l’ostinato concerto”.

Sara Calculli

Read 1778 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:14
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