Venerdì, 19 Agosto 2022

V per Vito, la famiglia fa un bilancio e chiede chiarezza

Tursi - Si è conclusa anche quest’anno a Tursi “V per Vito”, la manifestazione musicale  che coinvolge oltre trenta band provenienti da diversi parti d’Italia con l’unico intento di ricordare attraverso le note il giovane tursitano Vito Gravino (nella foto), scomparso prematuramente il 21 febbraio 2011 in un incidente stradale a Roma. Al termine, come di consueto, si tirano i bilanci e per farlo la famiglia del giovane, che ha fondato l’associazione onlus che dà il nome all’evento, ha diffuso un comunicato e convocato una conferenza stampa: “Non vogliamo polemizzare con nessuno, tuttavia siamo un po’ delusi e amareggiati. Non abbiamo mai chiesto favori, perciò è inaccettabile essere in qualche modo penalizzati”.

L’associazione è attiva dallo scorso anno nel settore socio-culturale, ed è animata da Carmela Lauria, madre del giovane, dal padre Salvatore e dai fratelli Pietro ed Elena. Lo sfogo arriva a conclusione della due giorni di musica che si è tenuta ad agosto e ha incontrato parecchi problemi burocratici e logistici, risolti fortunatamente grazie al loro impegno, assieme a quello di numerosi amici e di altri volontari sensibili all’iniziativa. “A Tursi sembra che non sia mai agevole del tutto mettere su una iniziativa, peraltro senza scopo di lucro. Anzi, quando qualcosa sembra decollare, l’impressione è che si faccia di tutto per sminuirla e metterla in crisi - afferma il padre Salvatore -. Accogliere e ospitare gratuitamente una trentina di band musicali di diverse regioni italiane, ovvero oltre un sessantina di musicisti (con un vasto programma dal rock al metal, ndr), con i loro accompagnatori, non è un’impresa da poco, ma essendo quasi tutti amici di Vito ce ne facciamo carico volentieri. D’altronde, il concerto in due serate è in crescita di partecipazione, oltre che ben accolto dal pubblico, che apprezza la vetrina offerta soprattutto giovani ed emergenti”.

Ma la cosa più curiosa è che dopo due edizioni tenutesi nella villa comunale in zona Pineta-San Rocco, quest’anno la stessa non è stata concessa “perché - affermano i famigliari - abbiamo scoperto adesso che il terreno è demaniale e non del Comune, lo dice il Corpo forestale dello Stato (ma è noto che in passato con i fondi della ex Comunità montana Basso Sinni su di esso è stato fatto un recupero dell’area poi attrezzata a villetta, ndr). Quindi, il CFS ci ha negato l’autorizzazione”. E per questo il concerto quest’anno si è tenuto nel campo sportivo Angelo Cuccarese, concesso dalla Jonio Sport Tursi, la società che lo ha in gestione. Ma i famigliari del giovane Vito, musicista e grande appassionato di musica, chiedono chiarezza anche per quanto riguarda la sala di musica presente a Tursi, pronta ma ancora inutilizzata: “Un ‘altra questione degna di essere risolta è quella della sala di prove e registrazione musicale, allocata in un’ala della struttura della Scuola Primaria, in via Roma. La stessa è stata attrezzata con intervento finanziario pubblico extrascuola, chi è deputato a rilasciare l’autorizzazione all’utilizzo, l’ente locale o l’Istituto comprensivo statale ‘A. Pierro’?”.

Il dubbio si pone perché i tanti giovani, arrivati a Tursi per il concerto, si sono dovuti recare a Pisticci o in altri comuni limitrofi proprio per provare, “ma aprirla consentirebbe anche ai tanti tursitani di avere una struttura idonea e di non suonare nei garage, cosa che a volte creare disturbo anche a i vicini” afferma la signora Carmela. E poi alcune questioni non di certo marginali: “Perché qualcuno ci ha indicato lo svolgimento del concerto sotto la centrale piazza? E perché mai la sera del due agosto, si è mosso addirittura l’Ispettorato del lavoro per le verifiche del caso al gestore del service, con preventiva conoscenza dei collaboratori, uno dei quali addirittura oggetto di verbale e, presumiamo, di contravvenzione? Se il due agosto, quando in tutti i paesi della Basilicata ci sono eventi, gli ispettori decidono di venire a Tursi e non altrove un motivo ci sarà” afferma la famiglia Gravino. Insomma, ci sono alcune zone d’ombra sulle quali si vorrebbe far luce, visto che si tratta di un evento dal nobile fine e per giunta senza fini di lucro. “Non vogliamo che la memoria di Vito sia onorata in tal modo. Se le cose non cambiano, pur dispiacendoci, sposteremo la sede del concerto in uno dei comuni viciniori, dove Vito aveva altri amici” concludono il fratello Pietro e la sorella Elena.

Leandro Verde

Read 2193 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:14
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