Papa Francesco a Matera: attese più di 12mila persone

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Papa Francesco a Matera: attese più di 12mila persone. Saranno 35mila le ostie preparate dai detenuti delle carceri di Opera (Milano) e di Castelfranco Emilia (Modena) per la distribuzione della comunione nel corso della celebrazione eucaristica del XXVII congresso eucaristico nazionale di Matera

Saranno circa 12.300 le persone che domenica prossima, 25 settembre, allo stadio XXI Settembre di Matera, parteciperanno alla messa, presieduta da papa Francesco, che concluderà i lavori del Congresso Eucaristico Nazionale, al via in serata nella Città dei Sassi. E’ questo uno dei particolari emersi stamani in una conferenza stampa con il sindaco, Domenico Bennardi, e il segretario del Congresso eucaristico, don Antonio Di Leo.

Cei: per evento Matera 35mila ostie preparate nelle carceri

Saranno 35mila le ostie preparate dai detenuti delle carceri di Opera (Milano) e di Castelfranco Emilia (Modena) per la distribuzione della comunione nel corso della celebrazione eucaristica del XXVII congresso eucaristico nazionale di Matera, organizzato dalla Cei e che vedrà anche la presenza di Papa Francesco, in programma dal 22 al 25 settembre. L’iniziativa, promossa dall’Ispettorato dei Cappellani delle Carceri d’Italia, sarà realizzata grazie al sostegno della Fondazione “La Casa dello Spirito e delle Arti” del carcere di Opera e alla Cooperativa sociale “Giorni Nuovi” e “Missione speranza” del Carcere di Castelfranco Emilia. “Il Pane prodotto tra le mura delle carceri, e che sulla mensa diventerà il Corpo di Cristo, vuole essere la voce della speranza rivolta a tutte le comunità ecclesiali e al mondo civile – ha spiegato don Raffaele Grimaldi, (Ispettore Cappellani carceri) – per non dimenticare che anche nelle carceri c’è una comunità bisognosa di ascolto di accoglienza e di riscatto. L’iniziativa vuole essere, inoltre, un invito alla società cristiana e civile affinché tutti si facciano ‘pane spezzato’. Il Congresso Eucaristico ci faccia cogliere e comprendere ancora di più che in quel piccolo pezzo di pane che nutre la nostra fragilità umana, oltre ad esserci Il Cristo Vivente, sono racchiusi i dolori dell’umanità e sono impressi i volti di coloro che vivono nelle carceri”. (ANSA).

 

 

(ANSA)