Sulla morte di Nicola Scarascia si affaccia l’ipotesi del “soffocamento”.

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“Dall’autopsia sarebbero emersi elementi che fanno ritenere probabile una morte per soffocamento. Sarebbero stati trovati inoltre dei segni sui polsi. Sembrerebbero escluse ferite da arma da fuoco o da arma da taglio”. La notizia, riportata dal TG rai regionale, aggiungerebbe una tessera importante alla ricostruzione dei fatti che hanno portato alla morte di Nicola Scarascia; il cinquantaduenne tornato dalla Germania, dove viveva con la sua famiglia, per fare dei lavori a Scanzano Jonico sempre in ambito familiare.

Al momento non risulterebbero persone indagate, tuttavia gli inquirenti non stanno escludendo nessuna ipotesi. A coordinare le indagini Annunziata Cazzetta, pubblico ministero della Procura di Matera.

I carabinieri di Policoro, con a capo il maggiore Roberto Rampino, starebbero valutando eventuali filmati acquisiti dalle telecamere che potrebbero aver registrato movimenti utili nella ricostruzione delle ore di “buio”.

Da venerdì scorso, quando è stato lanciato l’allarme della scompara di Nicola Scarascia, sono state avviate in seguito le ricerche fra il rione Santa Sofia di Scanzano Jonico, dove è stata trovata l’auto di Scarascia, le zone vicine, via Lido Torre e la pineta. Le forze dell’ordine, la protezione civile, i Vigili del Fioco, con l’ausilio dei cani molecolari, droni e elecotteri, hanno cercato cono insistenza Nicola Scarascia, nella speranza di trovarlo in vita.

Purtroppo il corpo senza vita è stato rinvenuto in zona Fosso Valle, dietro la stazione ferroviaria di Scanzano Jonicoin un’area impervia, popolata da folta vegetazione e animali selvatici.

L’autopsia – che darà un contributo decisivo all’indagine e trasformerà i dubbi in dati utili alla ricostruzioni reale dei fatti – è stata eseguita ieri (13 Maggio 2026)  all’ospedale di Policoro dalla dottoressa Sara Sablone del Policlinico di Bari.

 

Svolta all’ospedale di Policoro l’autopsia sul corpo di Nicola Scarascia