“Rio Ari O” per non sbagliarsi, ragazzi. La mostra di Luca Carboni: 40 anni di musica e pittura

in Cultura

A Bologna lungo strada Maggiore, la mostra di Luca Carboni con oltre 50 opere esposte

IL REEL

Ti accolgono una moto e un mucchio di ricordi. Probabilmente, quello è lo stesso mezzo che ci ha portati, e continua a portarci, tutti al “mare, mare”, almeno dal 1992. Taccuini, fumetti, appunti, foto, demo-tape, ma anche “liste” di ciò che piace e ciò che non piace a Luca. E poi ritratti, ragazze, donne, cattedrali, stelle e seni.

E quella moto di cui senti il rombo e ti dice che inizia un nuovo viaggio, intimo, in cui Carboni appare in una forma artistica diversa ma è sempre Luca; lo stesso.

Straordinario e originale interprete di tempi e sentimenti.

Persona silenziosa, ma che l’aria sulla faccia, fresca di mare, quando decide te la fa sentire, con le note ma anche, come in questo caso, con tempere, acrilici e pennarelli.

Non era fisicamente presente alla mostra, ma le domande che hai in mente puoi fargliele perché, timido e presente, ti risponde con i suoi appunti, le sue didascalie, le foto. Le sue storie.
Rio Ari O è il nome della sua mostra a Bologna, al museo Internazionale e biblioteca della musica in Strada Maggiore, ma sono anche i primi vagiti artistici con cui si è presentato in qualità di cantautore al mondo.
Quarant’anni fa usciva con “Ci stiamo sbagliando ragazzi”, pezzo che iniziava proprio con quelle “parole a caso’ ma che fanno melodia, sono forma e rievocazione di una generazione.

Poi ci sono le donne: ragazze, compagne, moglie e madri. “Non le puoi capire, le puoi solo amare”.

C’è Bologna con i suoi archi, c’è il Bologna con gli scarpini con i tacchi e la maglia rosso-blu con tanto di 40 e Carboni. C’è il giubbotto di pelle, le foto con Lorenzo, le All Stars ai piedi, la scaletta dei pezzi del tour Carboni e Jovanotti. C’è Nik Bastard, personaggio metà bianco e metà nero di un suo fumetto mai ultimato. Uno a cui la mamma avrebbe voluto insegnare come “cambiare il mondo”.

C’è la scoperta dell’arte silenziosa, la “musica disegnata”, come la definisce. Lui che da bambino non disegnava mai, una passione nata a vent’anni.
“Una scoperta emozionante come quando da ragazzino avevo scoperto le note musicali e le infinite possibilità di creare che ti danno.

Scoprivo che i colori, un po’ come le persone, pian piano si svelano completamente”.

Luca racconta che in occasione del suo primo album “Intanto Dustin Hoffmann non sbaglia un film” si rende conto dell’importanza da attribuire all’immagine, quindi  l’ “istinto” di prendere la matita e disegnare lo storyboard del video “Ci stiamo sbagliando ragazzi”.

La mostra è curata da Luca Beatrice, giornalista e critico d’arte contemporanea.
Sono oltre cinquanta le opere esposte che potranno essere osservate fino al 9 Febbraio 2024.

Biglietti mostra:
€ 5.00 intero
€ 4.00 ridotto per i possessori di Card Cultura
È possibile acquistare i biglietti online

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