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Auto elettriche: transizione ecologica con protagonista la Basilicata

in Economia

Auto elettriche: transizione ecologica con protagonista la Basilicata, la nuova mobilità partirà dal Sud

Auto elettriche e batterie al litio: la nuova mobilità partirà dal Sud
Transizione ecologica, Intervista a Paolo Scudieri (Adler Group e Anfia): “Convertire un intero settore dell’auto è una sfida complessa che richiede investimenti e comporta rischi”

L’industria delle auto elettriche e delle batterie a litio che fa rotta a Sud puntando a portare le nuove produzioni nel Mezzogiorno è il focus al centro del prossimo numero del Rapporto Sud in edicola con il Sole 24 Ore venerdì 23 luglio in Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Primo tassello: Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra Fca e Psa, ha scelto Melfi per produrre dal 2024 nuove vetture full elettric. Al Sud, insomma, un cambio epocale attende lo stabilimento di Melfi che diventa il primo plant della galassia Stellantis a ospitare la nuova piattaforma elettrica 2030 ready (Stla Medium) con autonomia fino a 700 km e lo sviluppo di quattro nuove vetture tutte elettriche, multibrand, da distribuire sui mercati domestici europei. Secondo tassello del rilancio industriale del Sud: dopo una lunga attesa, il 12 luglio è stato pubblicato in «Gazzetta» il decreto interministeriale che dà il via libera tra l’altro al finanziamento di 500 milioni per la fabbrica di batterie al litio del gruppo Seri Industrial a Teverola (Ipcei) dove sono previste 625 assunzioni da metà 2023.

Nell’intervista a Paolo Scudieri, presidente di Adler group e presidente di Anfia, l’associazione di categoria dei produttori di componenti per l’auto: “Il passaggio alla nuova mobilità è necessario, ma è bene precisare che avrà costi molto alti. Proprio per difendere produzioni, industria e occupazione è necessario che coinvolga tutti i Paesi. Il cammino verso la nuova mobilità – chiarisce Scudieri – richiede all’industria sforzi economici e organizzativi importanti. L’impatto in termini di emissioni di CO2 che attengono al settore auto rappresenta lo 0,9 del totale emesso. Dobbiamo quindi essere consapevoli che c’è in ballo, per una causa senza dubbio nobile quale la transizione verso una mobilità sostenibile, un settore da 1,2 milioni di posti di lavoro, 80 miliardi di gettito fiscale, e che produce il 20% del Pil”.

Gigafactory Stellantis: scartata la Basilicata

Le inchieste del Rapporto Sud del Sole 24 Ore
In edicola venerdì 23 luglio in Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna

Gigafactory Stellantis: scartata la Basilicata

in Economia

Gigafactory Stellantis: scartata la Basilicata: le batterie per veicoli elettrici saranno prodotte a Termoli in Molise

Le batterie per veicoli elettrici saranno prodotte a Termoli (Molise), ad annunciarlo in questi giorni l’ad Carlos Tavares, nel corso dell’Electrification Day. Dunque, l’ipotesi di realizzare in Basilicata, per la precisione a Melfi,

la terza gigafactory europea Stellantis è saltata sebbene nel centro lucano saranno prodotti 4 modelli full electric dal 2024.

Fra i grandi delusi, dopo l’annuncio dell’Ad anche la città di Torino che aveva candidato la fabbrica di Mirafiori ad ospitare la gigafactory. L’impianto per la produzione di batterie in Molise si aggiungerà a quelli in Francia e Germania. Si tratta dello stabilimento delle Meccaniche di Termoli dove lavorano oltre 2 mila addetti. Il gruppo Stellantis investirà oltre 30 miliardi di euro entro il 2025 nell’elettrificazione e nel software mantenendo un’efficienza esemplare per il comparto automotive, in particolare con un’efficienza degli investimenti del 30% superiore rispetto alla media del settore. L’obiettivo è che i veicoli elettrificati arrivino a rappresentare oltre il 70% delle vendite in Europa e più del 40% di quelle negli Stati Uniti entro il 2030″, spiega la società in una nota.

A commentare la notizia anche il governatore della Basilicata, Vito Bardi, che ha affidato ad una nota il malumore senza risparmiare note polemiche verso gli avversari politici di oggi e di ieri, accusati questi ultimi di “logiche clientelari”.

Gigafactory Stellantis: scartata la Basilicata

“In economia globale contano le catene del valore”

“Vorrei ricordare ai consiglieri di opposizione che il Presidente della Regione, di qualsiasi regione, non determina i piani industriali di una società multinazionale. Vale per me, così come per i miei predecessori o i miei colleghi delle altre Regioni che erano interessate a questo investimento così importante. Abbiamo posto in essere – come Regione Basilicata – tutte le iniziative e le relazioni istituzionali per raggiungere l’obiettivo, come abbiamo sempre fatto, anche con successo come nel caso dell’annuncio che dal 2024 sarà attiva a Melfi la nuova piattaforma di produzione per 4 modelli elettrici”.
Lo scrive in una nota il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
“Come tutti sanno – spiega Bardi – avrei preferito Melfi quale sede della Gigafactory e ho sposato la battaglia delle associazioni datoriali e dei sindacati. Ma la decisione di Stellantis non è stata presa in Basilicata e nemmeno in Italia. Viviamo un’epoca nuova, dove le istituzioni sono sempre più spesso scavalcate da decisioni e logiche globali, piaccia o meno, giusto o sbagliato che sia”.
“A ogni modo, anche da un punto di vista logistico, la scelta di Termoli – unitamente agli investimenti previsti da Stellantis a Melfi e comunicati al Governo nazionale – non penalizza la Basilicata. In un’economia globalizzata – continua – le multinazionali effettuano scelte in base alle economie di scala, ai benchmark di produttività e quello che conta alla fine è la conservazione e il potenziamento delle catene del valore sui nostri territori. Mi avrebbe fatto piacere leggere la stessa chiave interpretativa quando Stellantis annunciò 20 giorni fa il suo piano per Melfi, ma più delle polemiche politiche sterili a me interessa il futuro dei lavoratori lucani”. “Viviamo in un’economia globale – ricorda il Presidente della Regione – dove basta che in Asia si limitino le esportazioni dei semiconduttori per pregiudicare migliaia di posti di lavoro in Basilicata. Dobbiamo comprendere e accettare queste dinamiche. Poi, capisco le polemiche politiche, le opposizioni fanno il proprio lavoro, ma la scelta di Termoli difende i posti di lavoro a Melfi e questa mi pare una buona notizia, sia per il nostro territorio che per il Sud nella sua interezza”.
“Anche la Basilicata – a dispetto di chi vagheggia uno “splendido isolamento” fuori dalla storia – è inserita in un contesto interregionale, nazionale e globale, grazie alle grandi aziende che insistono nel nostro territorio. Anzi, dovremmo fare in modo di attrarne di altre, dato che gli investimenti stranieri in Basilicata sono una grande opportunità per i nostri lavoratori e per i lucani di oggi e di domani. Adesso dobbiamo puntare sull’ITS di meccatronica, da fare sempre a Melfi e dare tutti gli strumenti per creare un indotto legato all’automotive che sappia adeguarsi alle nuove produzioni di auto elettriche in Basilicata. Formazione, innovazione, produzione: il contrario delle logiche clientelari e familistiche che hanno affossato la nostra Regione”, conclude Bardi.

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Covid19 e economia, Basilicata: ripartire dalle aziende

in Economia

POTENZA, 18 giugno 2021 – Otto imprese lucane associate su 10 hanno subito ripercussioni sulle proprie attività a causa dell’emergenza economica legata al Covid 19, anche se l’impatto è stato differente nei vari settori. Più della metà ha avuto una riduzione del portafoglio ordini. Per fronteggiare la situazione, 3 imprese su 4 hanno fatto ricorso alla cassa integrazione.

Il 44,7% delle aziende ha rinviato le assunzioni precedentemente previste a causa della pandemia. La maggioranza delle imprese prevede comunque il mantenimento del proprio organico.

In termini prospettici emerge una buona fiducia per il 2021 per la ripresa e il consolidamento della crescita. E’ quanto è emerso dall’indagine conoscitiva promossa da Confindustria Basilicata presso un campione di imprese associate con più di dieci dipendenti sugli effetti del Covid e le prospettive di ripartenza, realizzata in collaborazione con la società di ricerche di mercato Datacontact, le cui risultanze sono state presentate nel corso dell’evento “La Basilicata riparte dalle imprese” che si è tenuto questa mattina presso la sede potentina della Confederazione degli Industriali, alla presenza del presidente Francesco Somma, del Vice Presidente nazionale di Confindustria e presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali, Vito Grassi e del governatore della Regione Basilicata, Vito Bardi.

“La Basilicata riparte dalle imprese – ha dichiarato il presidente Somma – perché le imprese sono state il più grande antidoto alla rassegnazione indotta dalle fasi più cupe della pandemia e oggi si confermano il vero traino di una ripartenza che finalmente sta accelerando la sua corsa.

Nonostante le legittime preoccupazioni nutrite nella fase più acuta della pandemia, non c’è stato lo tsunami temuto. Le ripercussioni ci sono state e in alcuni casi sono state molto pesanti, ma le nostre imprese, soprattutto quelle di medio/grandi dimensioni, hanno dimostrato una buona capacità di resilienza, anche grazie all’efficacia degli strumenti messi in campo per fronteggiare la crisi”.
Oltre al massiccio utilizzo della cassa Covid – secondo i dati illustrati questa mattina dalla vicepresidente Datacontact, Rossella Tosto – 4 imprese su 10 hanno richiesto un prestito (soprattutto quelle di medie dimensioni). Il 25% delle aziende è riuscita ad effettuare gli investimenti programmati, mentre il 41% ne ha realizzati solo una parte.

Un’impresa su 3 prevede nuovi investimenti in Innovazione tecnologica, digitalizzazione e Transizione 4.0 , o acquisto di macchinari e formazione.

Per quanto riguarda le aspettative per stimolare e consolidare la ripartenza, le priorità per le imprese lucane a livello nazionale sono: incentivi, investimenti infrastrutturali, sgravi fiscali per le assunzioni, sostegno al credito, riforma del fisco ed efficientamento della PA. Per quanto riguarda, invece, il livello regionale le imprese ritengono prioritarie: semplificazione amministrativa, infrastrutturazione digitale, sostegno alla ricerca e all’innovazione, valorizzazione del territorio e transizione ecologica.
“Le aspettative del tessuto imprenditoriale lucano – ha continuato il Presidente Somma – sono tutte puntate sulla capacità del PNRR di innescare sviluppo virtuoso. Risorse, riforme e rilancio del Mezzogiorno come secondo motore del Paese ne rappresentano i presupposti. A livello locale, è necessario completare la programmazione per agganciare la ripresa, a partire dalla massima valorizzazione delle specializzazioni produttive. I recenti annunci circa la produzione di Stellantis a Melfi delle nuove auto elettriche per il 2024, danno ancora più forza alla nostra proposta di rivendicare per la Basilicata la nuova gigafactory di batterie. Facciamoci trovare pronti. Coinvolgiamo anche i giovani: abbiamo il tempo necessario per formare i nostri ragazzi alle professionalità ricercate, attraverso la progettazione di un ITS di altissimo livello nel settore della meccatronica”.
Dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, è arrivata piena disponibilità al confronto e alla programmazione partecipata. “Con i progetti candidati al finanziamento del PNRR – ha dichiarato il governatore – è possibile rafforzare le infrastrutture fisiche e digitali della Basilicata, per offrire nuove opportunità alle imprese lucane, valorizzare le vocazioni delle diverse aree della regione, tradurre in atti di programmazione la “transizione energetica” che lungi dall’apparire come una mera affermazione di principio deve sostanziarsi in una concreta prospettiva di sviluppo sostenibile. In questo senso va anche la candidatura che abbiamo avanzato della Basilicata come sede del Centro nazionale di Alta tecnologia “Ambiente ed Energia”, uno dei sette centri sulle tecnologie emergenti individuati nel PNRR, come pure le interessanti proposte della “valle dell’idrogeno appulo – lucana” e del progetto “gigafactory” avanzate recentemente da Confindustria di Basilicata e Puglia”.
“Il dato relativo agli investimenti che emerge dall’indagine – ha aggiunto il vice presidente nazionale, Vito Grassi – testimonia la fiducia delle imprese nella ripresa che secondo Confindustria va spinta attraverso un forte partenariato pubblico privato che ci consenta di raggiungere gli obiettivi del PNRR. Primo fra tutti, la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo economico improntato all’economia circolare. Mai come in questo momento, abbiamo una visione ben precisa basata sulle linee guida che ci dà l’Europa e abbiamo una notevole dotazione di risorse per realizzarla. Diventa fondamentale accelerare la messa a terra dei provvedimenti, affinché i benefici arrivino il prima possibile. Con le Confindustrie del Mezzogiorno abbiamo indicato le nostre priorità programmatiche all’interno del documento “Costruire il Mediterraneo” presentato al Governo come contributo al PNR,R in cui si assume l’economia del mare come strategica per il rilancio del Paese e si indicano gli investimenti infrastrutturali prioritari per agganciare le economie europee più competitive”.

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