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26/04/2013 26/04/2013 eureka, ata, punti,

Incontrarsi, riconoscersi, amarsi e poi...La relazione amorosa e le sue fasi

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La psicologia interessandosi, come altre discipline, alla tematica dell’amore ha saputo rivelarne aspetti e peculiarità affascinanti. Ha evidenziato per esempio  che l’amore, per sua natura, è cangiante, e quindi difficile da imbrigliare in definizioni restrittive; risente invece dei condizionamenti culturali, dei contesti di appartenenza e della soggettività di ognuno.

Nella cultura cinese, per esempio, esso è circoscritto al legame madre-figlio e non è preteso o “ricercato” nella coppia; la relazione affettiva tra i coniugi è basata solo sul rispetto. La nostra, al contrario, ammette solo relazioni d’amore testimoniate da “segni” inequivocabili la cui assenza può indurre comportamenti di ricerca ossessiva e sviluppare, in chi li compie, un corredo sintomatologico degno dell’intervento di uno specialista, come per esempio nelle dipendenze affettive.

L’esperienza amorosa che conduce alla stabilità del legame affettivo, obbedisce invece a fasi che sono presenti in tutte le coppie del mondo. Sono cioè sequenze universali, libere da condizionamenti sociali o culturali, che fanno parte di un programma  predeterminato: corteggiamento, innamoramento, amore e attaccamento oppure rottura del legame.

Il primo è definito anche fase dell’ attrazione.  Qui i segnali sono precisi e provengono per la maggior parte dalla comunicazione non verbale. Ammiccamenti, sorrisi, finte distrazioni, parole sussurrate con voce suadente. In questa fase ognuno cerca di dare il meglio di sé. Ci si sfiora, si cerca il contatto e si “scopre” che è eccitante; si scopre un piacere capace di sprigionare un immenso desiderio sessuale.

L’evoluzione può fermarsi qui, a sporadici incontri per una pura gratificazione sessuale oppure giungere a quella dell’innamoramento: una sorta di “follia” benefica, capace di modificare l’asse della nostra vita ponendo al  centro quella di  lui/lei mentre tutto il resto rimane sullo sfondo. E’ come essere avvolti da un’energia sconfinata tanto che, fame, sonno o stanchezza  cessano per un po’ di essere  bisogni primari. Il corpo, regolato dal sistema di eccitamento, sprigiona sensazioni piacevolissime e l’esplosione della sessualità diventa esperienza di fusione e di assorbimento; un andare oltre i confini del  proprio Sé, per ristabilirli dopo l’appagamento sessuale. Idealizzazione e proiezione i meccanismi alla base dell’esperienza. Gli innamorati sperimentano l’intuizione e la sincronicità non verbale in modi che neppure loro possono spiegare logicamente. Ma è anche “vicinanza mentale”, come quella tra madre-figlio; garanzia del nostro essere al mondo in senso psicologico e, come tale ci permette di essere “riconosciuti”.

Il passaggio successivo è quello dell’amore. E’ la fase in cui a più livelli si verificano alcuni cambiamenti: l’intimità prende il posto della passione e ad una minor frequenza dell’attività sessuale subentra la capacità di porsi come base sicura. Un riferimento stabile di apporto emozionale basato su sensazioni come calore, affetto, fiducia e stima.  Da un punto di vista puramente biologico aggiungiamo che l’ossitocina, rilasciata dopo l’orgasmo, assicura alla coppia la possibilità di mantenere nel tempo la relazione affettiva. Pertanto chi volesse continuare a garantirsi la propria libertà deve necessariamente seguire la regola del tre: mai più di tre volte con la stessa persona, pena l’ansia da separazione.

Questo è l’atro aspetto che caratterizza il legame nella relazione della coppia: sentire il “vuoto” quando il partner non c’è fa nascere l’esigenza di cercarlo, di sapere cosa fa ecc. E’ come una sorta di “pelle” che richiede e genera intimità d’amore.

L’integrazione delle componenti libidiche e aggressive con predominanza delle prime sulle seconde in tre aree fondamentali (aspettative reciproche coscienti; armonizzazione delle stesse con la reciproca cultura di provenienza; condivisione di un unico Ideale dell’Io) tipicizza l’amore maturo da quello conflittuale. L’idealizzazione di ciascun membro della coppia e della stessa relazione da parte di entrambi serve sia a difendere la coppia contro una valutazione più realistica dei propri bisogni sia a sviluppare un’istanza super-egoica, intesa in termine di responsabilità e di preoccupazione reciproca.

Nell’ultimo passaggio agli occhi degli altri, la coppia sembra privo di amore; le loro attenzioni sono rivolti altrove e il baricentro della propria vita oscilla anche su altre orbite diverse da quella del partner.

Si crea, attraverso la condivisione delle responsabilità, dei doveri, degli impegni e di tutto ciò che comporta la quotidianità, una interdipendenza emozionale che rende praticamente indissolubile il legame. Ciascun partner funziona ora come base sicura per l’altro. La sessualità, spoglia della passionalità del primo incontro, si veste di conoscenza e riconoscimento che ne determina un più profondo coinvolgimento.

Se la coppia non giunge a questo stadio il rapporto può non funzionare. Il destino di queste tipologie sarà la rottura del legame  o una sorta di discontinuità in cui l’incursione degli elementi aggressivi avranno la meglio su quelli libidici e anziché costruire le basi per una fiducia reciproca, si porranno come  prioritari i propri bisogni.

 

Carmela Vitale - Psicologa e Psicoterapeuta

Immagine di Giancarlo Manolio, "Preludio"

 

 

 

 

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