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26/04/2013 26/04/2013

Mare e riabilitazione, i grandi benefici dell'acqua

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Immergersi in acqua marina è un beneficio per riabilitare un arto o recuperare un'articolazione grazie al galleggiamento, pressione e resistenza. E' ideale, ad esempio, dopo un intervento chirurgico per frattura ricomposta con placche o viti, o dopo un intervento alla caviglia o una correzione dell'alluce valgo. L'importante è aspettare almeno venti giorni, il tempo necessario per far rimarginare la ferita e rimuovere i punti di sutura.

Se si può camminare con le stampelle è consigliata la passeggiata in acqua, anche senza sostegni, grazie al galleggiamento che facilita i movimenti. Nel caso invece di interventi per fratture del piatto tibiale, o dei condili femorali, o dei malleoli della caviglia, dopo i quali insomma non è permessa la deambulazione neppure con le stampelle, si possono eseguire flessioni, estensioni o rotazioni dell'arto dolente, in posizione orizzontale oppure verticale, ma in quest'ultimo caso è bene utilizzare un galleggiante. La pressione in acqua agisce invece spremendo su gonfiori e vene, favorendo la circolazione sanguigna e il drenaggio di liquidi accumulati negli arti inferiori.

La resistenza dell'acqua è importante nel recupero della forza muscolare dopo un infortunio o un intervento. Si possono eseguire tutti i movimenti che si compiono a secco, usando anche dei pesi nelle fasi avanzate della riabilitazione. Il nuoto gioca un ruolo decisivo: in particolare, la rana è consigliata nella riabilitazione dell'arto inferiore, mentre il dorso e lo stile libero si prestano soprattutto al recupero della spalla e della scapola.

Foto dal web

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